Che la Ferrari di per sé sia già un’icona è dire un’ovvietà, ma ci sono Ferrari più iconiche di altre?

Probabilmente ognuno di noi ha nella mente vari modelli, ma in generale, correggetemi se sbaglio, per i più i modelli più noti sono probabilmente la F40, la Testarossa e quella di Magnum P.I. (molti non sanno nemmeno il modello).

Ora non vorrei creare un ossimoro, ma esistono dei modelli di Ferrari iconici per pochi? Tra la gente comunque e l’appassionato o l’intenditore vero, a volte ci sono delle discrepanze. Chi ama davvero le auto fa un’analisi più approfondita, giusto per capirci, se chiediamo per strada dei tre modelli di cui sopra, diciamo che almeno l’80% possa avere un’idea di ciò di cui stiamo parlando, io però mi vorrei rivolgere a chi se gli dico 288 GTO sa di cosa stiamo parlando.

Fatto questo primo inciso, parliamo del modello che probabilmente segna la linea di demarcazione tra l’epoca delle Ferrari romantiche e quelle moderne. La 355 è stata disegnata con una linea senza tempo, non ha seguito la voglia di modernità che si era avuta con la Baby Testarossa (la 348), ma ha ricreato quella linea a cuneo che tanto abbiamo amato nella 308. Dal punto di vista tecnologico ha introdotto innumerevoli novità, dalle 5 valvole per cilindro, ad una potenza specifica che ancora oggi fa impressione, avevamo 380 cavalli con una cilindrata di 3.500 cc, senza nessun turbo, tutto naturale. Il proprietario sottolinea anche le bielle in titanio che abbinate ad un regime di rotazione di 8250 giri minuto portano la potenza specifica a 109 cavalli / litro. Pensate che il salto rispetto alla 348 è stato di 80 cavalli. L’innovazione che più ci ha impressionati è stato probabilmente il cambio F1, già il nome parla da solo. Il primo robotizzato disponibile per una Ferrari stradale. Quanto questa scelta sia stata felice, nonostante le ritrosie di alcuni puristi, lo possiamo vedere sulle sportive di oggi. Inoltre anche a livello aerodinamico è la prima col fondo scocca completamente carenato.

Oggi però non vi sto parlando di un modello in generale, come sapete, noi di Emiliani Volanti raccontiamo le nostre auto, per cui oggi vi sto parlando di una vettura di un fine conoscitore del marchio, ma non solo è uno dei maggiori esperti per quanto concerne i brand premium del settore auto in Italia. Non posso fare nomi, ma so che diversi che partecipano ai nostri incontri hanno già capito di chi si tratta.

A volte ci si chiede, ma uno che si intende di auto, ma davvero tanto, che ha cultura tecnologica, meccanica, di stile, che ha insomma tutte le capacità di fare la scelta che davvero ritiene migliore, che auto ha?

Ebbene, eccola, una 355 GTS F1, la sua, una delle 70 prodotte ha ancora la frizione. Il colore Giallo Modena la dice lunga già di per sé, spesso si discute di quale sia il colore “vero” della casa di Maranello. A proposito, sapevate che quando Enzo si rese conto di doversi espandere, chiese a Formigine, ma fu rifiutato per questioni di inquinamento ed impatto ambientale? Fortuna che Maranello lo ha preso, pensate se avessero ragionato tutti così…

Torniamo a noi, cosa si può dire di una vettura del genere? Il nonno dei miei figli, il compianto Villa della Bacchelli e Villa di Bastiglia (MO), mi diceva sempre che fare una bella vettura davanti è relativamente semplice, il problema vero è il posteriore. Lui era un batti lamiera, costruiva e ricostruiva modelli storici partendo da una foto e da un numero di telaio, molti lo definivano un artista, sapete lui che cosa avrebbe voluto acquistare al posto della 308 in vetroresina? Esatto una 355 F1, purtroppo non ha mai fatto in tempo.

La linea è spettacolare, il retro di questa vettura lascia incantati, mettila di fianco a ciò che vuoi e poi dimmi cosa sceglieresti. Tra l’altro il proprietario mi ricorda che la 355 è stata l’ultima con la versione GTS, iniziata con la 246 Dino.

Vogliamo trovare un difetto a questa vettura? Nì, eccolo, un’aspetto molto noto di questo particolare modello è la sua gestione particolarmente onerosa, alcuni sostengono che sia l’8 cilindri con costi di gestione più alti di molti 12. Questo a mio avviso non ne fa di per sé un difetto al 100%, in quanto la linea davvero piacevole potrebbe far avvicinare a questo modello anche collezionisti non così competenti che potrebbero poi trattarla senza il dovuto rispetto. Il fatto che si sappia abbastanza universalmente che è costosa da mantenere fa si che arrivi nelle mani dei veri collezionisti, non cioè di quelli che entrano in questo mercato per speculazioni.

Concludo questo articolo con tanta voglia di vederla e di sentirla dal vivo, ammirata da me e spero da tanti altri. Ecco quando vi faranno la fatica domanda, con tutti soldi del mondo, dovendo scegliere solo una vettura cosa prenderesti, non pretendo che diciate questa, ma pensateci, se la ha scelta chi è molto più competente di me un motivo e forse più di uno ci sarà!

E voi quanto ve ne intendente? Che accessorio notate?

Categorie: Le nostre Auto

Marcello Rossetti

Marcello Rossetti

Appassionato di auto da sempre, amante della guida e del pilotaggio. Fammi fare 70 curve in mezzo al verde e sono felice

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *