C’è chi dice che la Borsa anticipi sempre le notizie. Allora dev’essere una chiaroveggente, perché oggi — alla presentazione della prima Ferrari completamente elettrica — il titolo RACE ha chiuso con un tonfo da record: –15%.

Sì, avete letto bene: quindici per cento in meno, roba da togliere il cavallino anche dal portafoglio.


Cosa è successo a Maranello

A Maranello hanno finalmente mostrato al mondo la loro prima creatura a batteria, quella che (forse) si chiamerà semplicemente Elettrica.

Una vettura da oltre 1.000 cavalli0-100 in 2,5 secondiautonomia oltre 500 km4 porte e 4 posti, insomma: la Purosangue del futuro.

Il peso sfiora i 2.300 kg, ma tranquilli, dicono che la dinamica è da Ferrari. E chi siamo noi per dubitarne?

Il sistema elettrico lavora a 800 volt, come sulle Porsche più sofisticate, e le batterie “a sacchetto” promettono densità e leggerezza da primato.

I motori sono quattro: due davanti derivati dalla Formula 1 e due dietro più generosi, per garantire trazione integrale e un’erogazione da brividi.


Perché il titolo è crollato

Eh, qui la faccenda si fa più gustosa.

Gli analisti spiegano che la Borsa aveva già corso troppo: mesi di entusiasmo, sogni di Tesla col cavallino e voci di miracoli tecnologici.

Poi arriva la realtà: la Ferrari elettrica c’è, ma non rivoluziona. È raffinata, veloce, ma non è la svolta epocale che molti si aspettavano.

Risultato? Tutti a vendere per “fare cassa” e portare a casa i guadagni.

In pratica, il mercato ha detto: “Bella, ma non basta.”


Ferrari, tra purismo e futuro

Ferrari, dal canto suo, ha sempre puntato all’equilibrio, non alla potenza assoluta. È vero. Ma permetteteci una nota nostalgica: la 355 fu la prima aspirata stradale a superare i 100 cavalli litro, e noi ce lo ricordiamo bene.

Ora invece arrivano 4 motori elettrici, zero cilindri e (forse) un suono artificiale.

È un po’ come passare da Pavarotti ad Alexa che canta: suona, ma non vibra allo stesso modo.


Dejà vu in salsa Porsche

Qualcuno dirà: “Eh, ma anche Porsche col Cayenne fu criticata”.

Verissimo. Tutti a gridare allo scandalo, poi il Cayenne salvò la Casa di Stoccarda e aprì la strada ai SUV sportivi.

Ferrari, con la Purosangue, ha ripetuto la mossa anni dopo, e il successo le ha dato ragione.

Ma stavolta il contesto è diverso: mentre l’onda dei SUV cresceva, quella dell’elettrico sembra quasi implodere. I numeri di vendita di Porsche Taycan (e relativi crolli di Borsa) non fanno dormire sonni tranquilli.


Il valore (e la paura)

La domanda vera è un’altra: una Ferrari elettrica sarà mai un bene da collezione come una Testarossa o una F40?

Difficile dirlo. Le elettriche perdono valore in fretta, le batterie invecchiano e la tecnologia corre.

A Maranello assicurano che il pacco batterie sarà aggiornabile in futuro, ma il fascino dell’auto “eterna” rischia di diventare un ricordo.


Conclusione: buona fortuna, Elettrica

Insomma, oggi la Borsa ha reagito come un tifoso deluso: prima innamorata, poi tradita.

Noi, da semplici appassionati, ci auguriamo che questo scivolone sia solo una curva presa troppo allegra prima del rettilineo.

E chissà, magari una bella vittoria in Formula 1 ci farà innamorare anche di lei, la Ferrari Elettrica.

Tanti auguri, Maranello. Il futuro può anche non rombare, ma deve comunque emozionare.



Marcello Rossetti

Appassionato di auto da sempre, amante della guida e del pilotaggio. Fammi fare 70 curve in mezzo al verde e sono felice