È una di quelle giornate da inizio ottobre che sanno già di novembre. Grigio, pioviggine, la temperatura giusta per rimandare qualsiasi buona intenzione. Non ho voglia di uscire, così mi affido a YouTube e trovo — quasi per caso — la gara della Porsche Carrera Cup Deutschland all’Hockenheimring.

Perfetta per scaldare il pomeriggio. Anche perché, credetemi, il finale è roba da mani nei capelli.

🎥 Il video completo è qui → Guarda la gara su YouTube

Guardatelo, poi ditemi la vostra: perché quello che succede all’ultimo giro è un piccolo disastro da manuale.


Freddo, gomme fredde e cervelli caldi

Il meteo a Hockenheim è identico a quello che ho fuori dalla finestra: umido, viscido e con quella luce che sembra dire “torna a letto”. La Direzione Gara decide di allungare la fase di formazione — tre giri in più per scaldare le gomme e pulire la pista.

Già lì, qualcuno si gira. Classico. Ma è tutto nella norma: la pista è una saponetta e i ragazzi spingono.

Finalmente si parte da fermi, e alla prima curva succede il primo patatrac: tutti larghi.

Il numero 11, il francese Alessandro Ghiretti, in piena corsa per il titolo, finisce larghissimo ma riesce nel frattempo a sopravanzare il numero 46, l’olandese Robert de Haan, anche lui in lotta per il campionato.

Davanti a loro c’è il numero 12, compagno di squadra di Ghiretti (stesso team, stessi colori).


Ordini di squadra (e guai in arrivo)

La Direzione Gara però non perdona: arriva l’avviso che Ghiretti deve restituire la posizione al #46, perché il sorpasso è avvenuto fuori dai limiti di pista. Tutto regolare fin qui.

Peccato che ripassarlo non sia affatto facile: de Haan vola, e ogni giro che passa la situazione si cristallizza.

A quel punto il team, in piena ansia da risultato, chiama la “mossa disperata”: il #12 deve rallentare un pelo, giusto per ostacolare il 46 e permettere al #11 di tentare il sorpasso.

Un piano degno di una sceneggiatura Netflix, con un piccolo dettaglio dimenticato: le corse non sono un gioco a turni.


Il giro finale: caos totale

Ultimo giro.

Il #12 esce lento da una curva, come da copione. Il 46 gli è addosso, il 11 arriva sparato. Si preparano alla curva successiva, la tensione è al massimo.

Poi — bam! — il colpo di scena: il 46 tampona il 12 quel tanto da spingerlo in avanti, proprio dove c’è Ghiretti. In un attimo, i due si agganciano e la gara finisce in una carambola.

Il risultato?

  • Robert de Haan (#46) vince.
  • Alessandro Ghiretti (#11) chiude secondo, rabbioso.
  • Il povero #12, che fino a quel momento aveva dominato, esce di scena con la macchina mezza distrutta e la sensazione di essere stato usato come un birillo.

Gioco di squadra, sì. Ma finito malissimo.


Ironia del destino (e morale della favola)

Ora, ditemi voi: ma davvero serviva?

Ti fai una gara perfetta sotto la pioggia, gestisci il ritmo, poi arriva l’ordine “aiuta il compagno” e ti ritrovi a raccogliere pezzi di paraurti nella ghiaia.

Il bello è che, nella confusione, il titolo potrebbe aver preso una piega opposta a quella che il team voleva.

Insomma: volevano aiutare il #11, hanno consegnato la vittoria al #46.

C’è chi dice “il gioco di squadra è importante”.

Io dico che a volte è meglio lasciarli correre — e chi se la gioca, se la prende.

Altrimenti, finisce come all’Hockenheimring: due macchine nei box, un vincitore che ringrazia e un team manager che probabilmente sogna di cambiare mestiere.


Guardate il video e ditemi voi

La mia è solo una versione. Il bello è che potete vedere tutto con i vostri occhi:

👉 Ecco il video ufficiale della gara

Poi scrivetemi cosa ne pensate:

  • mossa intelligente andata storta?
  • o follia collettiva in salsa tedesca?

Io, personalmente, ho già deciso:

Gioco di squadra finito male. Anzi, malissimo.



Marcello Rossetti

Appassionato di auto da sempre, amante della guida e del pilotaggio. Fammi fare 70 curve in mezzo al verde e sono felice