Ho visto un video di Dario Zani di Drive Zone sulla nuova MX-5. Auto che lui conosce bene, avendola posseduta, ma non è stata la prova in sé a colpirmi. È stata l’introduzione: un pensiero amaro che ti costringe a fermarti un attimo.

Quante volte dico che la passione per l’auto sta morendo? Beh, lui l’ha detta meglio: forse non muore, si trasforma.

E sapete come? Semplice: le auto nate solo per divertire non ci sono più. O meglio, ci sono ancora… ma noi non le compriamo.

Siamo diventati tutti più comodi, più esigenti, meno inclini a qualche rinuncia. “Sai, con il traffico meglio l’automatico”, “Sai, per la famiglia meglio il SUV”, “Sai, per gli amici magari 7 posti”… e poi ci andiamo in giro da soli, con l’adesivo “Save the Manual” sul lunotto.

Intanto la nuova MX-5 costa come un SUV cinese, la Renault 5 Turbo è tornata… ma elettrica, e una berlinetta cattiva vera non esiste più. Certo, c’è la Yaris GR – tutti a dire “mito”, tutti a gridare al miracolo – ma ditemi: quante sono state comprate per guidare davvero e quante per speculare o per farsi belli su Instagram? Spoiler: i prezzi che un anno fa erano stellari oggi sono decisamente più bassi.

E noi? Noi siamo diventati leoni da tastiera. Sbraitiamo contro la Formula 1 perché a Spa non hanno corso per “un po’” d’acqua, sputiamo sentenze sulle elettriche, ma quando c’è da mettere la firma sul contratto scegliamo il comodo, il pratico, il connesso.

A scanso di equivoci: i moderni automatici sono fantastici, veloci, sicuri e prestazionali. Spesso li invidio. Ma il fascino di una cambiata fatta bene, il rischio di sbagliarla, il punta-tacco che ti riesce perfetto… quello è romanticismo, poesia.

Forse la passione non è morta. Forse siamo noi che abbiamo smesso di inseguirla.


Marcello Rossetti

Appassionato di auto da sempre, amante della guida e del pilotaggio. Fammi fare 70 curve in mezzo al verde e sono felice