Domenica mattina, ore 9:30. Ritrovo davanti al Palazzo Ducale di Sassuolo.
In teoria.
Perché in pratica, già dalle 9:00 i più “ansiosi” – o semplicemente i più appassionati – avevano iniziato a riempire la piazza. E quando diciamo riempire, intendiamo proprio questo: nel giro di poco, le 58 vetture iscritte hanno trasformato uno degli angoli più belli di Sassuolo in una passerella a cielo aperto.
Auto, certo. Ma anche persone. Tante. 130 equipaggi pronti a vivere una giornata che, sulla carta, prometteva bene. E che nella realtà ha mantenuto – e forse superato – le aspettative.
Colazione, cultura e cavalli (non solo nel cofano)
Prima parte soft, ma neanche troppo. Colazione per tutti e, per chi voleva dare una pausa agli occhi dalle carrozzerie lucide, visita guidata sia al Palazzo Ducale che alla chiesa affacciata sulla piazza.
Un mix curioso: da una parte cavalli motore, dall’altra affreschi e storia. E funziona sempre. Perché diciamocelo, siamo appassionati di auto, ma quando ci metti davanti a certe meraviglie… rallentiamo anche noi.
Si parte. Più o meno puntuali (miracolo!)
Verso mezzogiorno, motori accesi e via in direzione Villa Clorè per il pranzo.
Piccola nota di orgoglio: come Emiliani Volanti abbiamo dato una mano all’organizzazione, ma qui va detto chiaramente… far rispettare i tempi con 130 persone entusiaste è un’impresa quasi eroica.
Perché succede sempre così:
“Partiamo tra 5 minuti”
diventa
“Aspetta che guardo meglio questa Porsche”
oppure
“Fammi finire la foto”
oppure ancora
“Ma hai visto che interni?!”
E intanto passano 20 minuti.
Il percorso (rivisto… con intelligenza)
Il tracciato iniziale doveva essere più “pepato”, diciamo così. Più curve, più guida, più divertimento.
Poi però ci si è messa la pioggia dei giorni precedenti. Strade sporche, sassolini ovunque. Tradotto: il rischio concreto di trasformare le gomme larghe in mitragliatrici di ghiaia per chi seguiva.
E allora scelta intelligente: percorso più lineare, ma sicuro.
Meno rally, più gran turismo.
E, a giudicare dai sorrisi, va benissimo così.
Villa Clorè: parcheggiare 58 auto… con stile
Arrivati a Villa Clorè, altra scena da applausi.
Lo staff è riuscito in una di quelle cose che sembrano semplici finché non le fai: parcheggiare decine di auto in modo ordinato, elegante, scenografico.
Risultato? Le vetture diventano parte della villa. Cornice perfetta. Foto perfette. E infatti le vedrete negli scatti di
che ha saputo catturare perfettamente lo spirito della giornata (dateci un occhio, perché ne vale davvero la pena).
Ultima tappa: un aeroporto che (forse) non conoscevamo davvero
Dopo pranzo, trasferimento all’Aeroporto di Pavullo.
Uno di quei posti che “sì, lo conosco”… ma poi scopri che in realtà lo conoscevi solo di nome.
Accoglienza, spiegazione della storia e delle attività, e poi visita agli hangar.
Un finale perfetto, perché è proprio questo il bello dei raduni: riscoprire luoghi che abbiamo sotto gli occhi da sempre, ma che non abbiamo mai davvero vissuto.
Il meteo? Meh. L’atmosfera? Top.
Giornata uggiosa, sì.
Sole? Neanche a parlarne.
Ma onestamente… chi se ne importa.
Perché quando l’energia è quella giusta, il meteo diventa un dettaglio.
La vera cartina di tornasole
La parte più bella?
Non è stata una curva, né un’auto in particolare.
È stata quella sensazione a fine giornata.
Gente stanca, certo. La giornata è stata lunga.
Ma allo stesso tempo… nessuno aveva davvero voglia di andarsene.
Quella specie di tira e molla:
“Dai, andiamo…”
“Vabbè, ancora cinque minuti…”
Ecco, quando succede questo, significa una cosa sola: è andata bene. Anzi, benissimo.
E adesso?
Adesso si guarda avanti.
Perché certi equipaggi li vuoi rivedere.
E certe giornate vuoi rifarle.
Appuntamento a fine maggio per il Motor Valley Fest. Grazie a ModenArteMotori!
E stavolta… magari con il sole. (Ma non promettiamo niente 😄)






































































