Non sono un economista, e men che meno un tuttologo — ma a volte basta osservare cosa succede nei listini, più che nelle borse, per capire dove stiamo andando. E a me sembra che la classe media stia lentamente evaporando. Quella che un tempo sognava la 911 “normale” e magari, con un po’ di sacrifici, riusciva anche a portarsela a casa. Oggi, quella stessa classe sociale guarda i listini con lo stesso sguardo con cui si osservano le vetrine di Place Vendôme: si guarda, si sospira e si passa oltre.

Prendiamo la Porsche 911 GT3 Touring. Auto meravigliosa, inutile, perfetta.

Inutile nel senso più nobile del termine — come una scultura di Rodin o un orologio meccanico da 300.000 euro: non serve, ma incanta.

Quando uscì, sembrava la rivelazione: finalmente un’aspirata da 9.000 giri, cattiva come la GT3 ma senza l’ala da frigorifero posteriore. Una specie di monaco guerriero, elegante ma letale. L’oggetto del desiderio di chi voleva apparire… senza volerlo far vedere troppo. L’equilibrio perfetto tra understatement e 510 cavalli.

Poi, lentamente, è arrivata la realtà.

La Touring resta una GT3: rigida, bassa, scomoda, pensata per la pista più che per il centro di Milano o l’Aperol Spritz sul lago. Molti proprietari si sono resi conto che, per l’uso “reale”, una GTS o una Turbo sono meglio in tutto. E il vero problema è arrivato dopo: una volta che l’hai postata su Instagram, mostrata davanti al locale giusto, parcheggiata tra una Urus e una SF90… lo scopo si esaurisce.

Chiariamo subito due cose:

  1. Amo Porsche. La cito perché è una passione, non un bersaglio.
  2. Ognuno con i propri soldi può fare ciò che vuole. Se vuoi comprare una Zonda per andare al bar a 30 all’ora e poi coprirla con un telo, beato te. Io ne farei un altro uso, ma ti stimo lo stesso.

La mia curiosità è un’altra: ma il “secondo giro” di queste auto esiste?

Quando, tra un paio d’anni, troveremo una GT3 Touring “seminuova” a 200.000 euro, chi la comprerà? L’appassionato vero, o chi cerca solo il simbolo di uno status ormai logoro?

Perché se la metti così, la scelta non è scontata: a quella cifra, una GTS nuova — più usabile, più versatile, non meno bella — ti fa vacillare. E magari puoi pure prenderla Cabrio o Targa, così almeno prendi aria invece di farti spaccare la schiena.

Le GT3 “vere” o le RS avranno sempre un’aura intoccabile. Ma le Touring? Resteranno forse come l’ennesimo prodotto perfettamente mirato al nuovo cliente tipo: quello che vuole sentirsi diverso comprando esattamente ciò che tutti vogliono.

Non è solo una questione di auto, è un segnale.

Il mercato dell’automobile, come la società, sembra dividersi tra chi può permettersi l’inutile e chi deve accontentarsi dell’indispensabile. E in mezzo, la classe media — quella che amava guidare, sognare, e magari concedersi una piccola follia — si sta dissolvendo.

Ma forse sbaglio io, e tra dieci anni le GT3 Touring varranno il doppio.

Anzi, ne sono certo: sbaglierò. Ma intanto, il dubbio resta.

Voi che ne dite?

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Marcello Rossetti

Appassionato di auto da sempre, amante della guida e del pilotaggio. Fammi fare 70 curve in mezzo al verde e sono felice