C’è una cosa che mi piace fare ogni anno a maggio: mettere in moto, infilare occhiali da sole e lasciarmi portare dal vento (e da un’organizzazione impeccabile) lungo le strade più belle del centro Italia. Sto parlando, ovviamente, del Trofeo Terre di Canossa, al quale partecipo come media partner ormai da diverse edizioni. E ogni volta torno a casa con la stessa certezza: “la prossima sarà ancora più bella”. E così è stato.

L’edizione 2025 — la quindicesima, per la precisione — ha alzato ulteriormente l’asticella. Dal 8 all’11 maggio ci siamo immersi in un’esperienza che non è solo rally, ma un viaggio tra bellezza, cultura, gusto e passione per i motori. D’altronde, Canossa non sbaglia un colpo.

Base operativa a Punta Ala, con vista sull’Elba e nel cuore di Castiglione della Pescaia, in un resort cinque stelle dove anche l’aperitivo ha il suo perché. Da lì, via verso 600 chilometri di curve, storia e panorami che ti fanno venire voglia di rallentare solo per guardarli meglio.

Tre tappe, tre anime

  • La prima giornata ci ha portato dalle Colline Metallifere alla Val d’Orcia, passando per Massa Marittima, Volterra, Monteriggioni (avete mai pranzato in un borgo del XIII secolo? Io sì, grazie Canossa!), San Quirico d’Orcia e l’Amiata. Un inno alla Toscana più vera.
  • Il sabato è stato tutto maremmano: dal sorvolo (ehm, quasi letterale) sull’Aeroporto Militare di Grosseto fino alla laguna di Orbetello e poi giù, verso Porto Santo Stefano e Castiglione. A fine tappa, beach party al tramonto: sì, anche questo è Terre di Canossa.
  • La domenica ci ha riportato verso nord, lungo la Costa degli Etruschi: Bolgheri, Castagneto Carducci e gran finale alla Cantina Petra, tra vini Supertuscan e premiazioni che sembrano uscite da un film.

Ma non è solo un rally…

Terre di Canossa è un concentrato di eccellenze. Auto storiche fino al 2000, supercar moderne dal 2001 in su, prove a cronometro e speciali di abilità che aggiungono pepe alla sfida. Ma è anche convivialità, incontri, cultura. È la magia di guidare su strade disegnate per il piacere, fermarsi per un caffè in un borgo da cartolina, e la sera ritrovarsi in location che lasciano il segno.

E ogni anno vedo crescere il numero di equipaggi, il livello degli iscritti, il prestigio degli sponsor (quest’anno RM Sotheby’s era presenting partner). Ma soprattutto cresce la voglia di esserci. Perché Terre di Canossa non è solo un evento: è un’esperienza. E io, da testimone privilegiato, non posso che raccontarlo con entusiasmo.

Alla prossima edizione. Io ci sarò. E voi?



Marcello Rossetti

Appassionato di auto da sempre, amante della guida e del pilotaggio. Fammi fare 70 curve in mezzo al verde e sono felice