L’ho presa con entusiasmo, lo ammetto. È l’auto aziendale che ogni bravo lavoratore contemporaneo dovrebbe sognare: plug-in, green, sicura, ben fatta. Però, siccome siamo su Emiliani Volanti e non su Toyota Monthly, partiamo dai difetti, che altrimenti sembriamo l’ufficio stampa.

1. 

Posizione di guida: dal Suv al Ducato il passo è breve

Io sono uno di quelli cresciuti con la seduta bassa, il sedere praticamente sull’asfalto e il volante in bocca. Mi piace guardare lontano, pensare curve, impostare traiettorie anche per andare a prendere il pane.

Sulla C-HR invece, sei alto. Troppo alto. Come direbbe mia nonna: “è come stare in piedi seduti”. La posizione di guida è quella da crossover vero, o da furgone per chi ha più ironia. E così, con il volante basso e il corpo alto, ti ritrovi a guardare in giù, verso l’asfalto che ti arriva troppo vicino. Risultato: il collo si ribella. Io, che ho una discreta testolina da bufalo, alla sera ho il torcicollo da pilota da rally. Ma non per le emozioni. Per lo sguardo costantemente inclinato.

2. 

ADAS: l’angelo custode col fischietto

Qui è la giungla. L’ADAS sulla C-HR è presente, funzionante, ma anche un po’ schizofrenico.

Avviso limiti di velocità: l’oracolo confuso

Legge i cartelli. Troppi. Anche quelli che non ti riguardano. Tipo: sei in tangenziale, lui legge l’uscita con limite 50 e inizia il concerto. Beep beep beep, tre suoni per segnalarti il nuovo limite. Poi ti dice che stai correndo troppo (ma sei a 90, giuro). Poi rilegge il 90 e altri tre beep. Cioè, basta! Voglio guidare, non suonare con i Queen.

Mantenimento corsia: sì, ma solo se lo fai come dice lui

Tengo sempre attivo il mantenimento di corsia: utile, intelligente, ma poco tollerante. Inserisci la freccia? Bravo. Però se ti sposti quando ha finito i tre lampeggi standard, il sistema ti giudica male. E ti corregge. Un po’ come quando il prof ti metteva 5 in condotta anche se avevi solo parlato col compagno.

ACC latente: guida da solo, ma solo quando non serve

Altro mistero Toyota: anche quando il Cruise Control non è attivo, l’auto ogni tanto rallenta. Vede un’auto davanti e frena. Poi sotto i 20 km/h smette. Tu non hai toccato nulla, eppure ti trovi appiccicato al paraurti del tizio davanti perché la tua C-HR ha deciso che dopo averti aiutato… ora si arrangi tu. Follia urbana.

3. 

Spazio interno: fuori grossa, dentro mignon

È grande fuori, anche piuttosto scenografica con quelle linee taglienti da coupé spaziale. Poi sali, e ti chiedi dove sia finito tutto quello spazio. Il tunnel centrale sembra il letto di un gatto obeso, e dietro… non proprio un salotto. Diciamo: adatta a chi ha gambe corte o grande spirito di adattamento.


Ma poi la guidi… e tutto cambia

E sì, qui viene il bello. Perché tolti quei difetti da “giapponese col controllo compulsivo”, la Toyota C-HR Plug-In Hybrid 2024 è una macchina che funziona benissimo.

Consumi? Da scooter elettrico

  • 3,4 l/100 km in modalità ibrida con batteria carica
  • 15,6 kWh/100 km in elettrico puro

Roba che quando fai il pieno ti senti in colpa. Non per l’ambiente. Perché ti sembra di aver speso troppo.

Prestazioni? Sorpresa!

Con il powertrain da 223 CV combinati, la C-HR è scattante, silenziosa e, quando serve, pronta a darti il calcio nel sedile. Lo 0-100? In circa 7,5 secondi, e si sente. Soprattutto se stai guidando in modalità Eco, ma decidi di “farle sapere chi comanda” col piede destro.

Guida? Piacevole, sorprendente

L’assetto è un ottimo equilibrio tra comfort e dinamismo. Non è una GR Yaris, chiaro, ma se arrivi bello deciso in curva lei ti asseconda senza fare quella tipica faccia da crossover in crisi d’identità.

Rumore? Solo se la maltratti

L’effetto “frullatore” da CVT Toyota c’è, ma solo se ti trasformi in Ken Block. Per un uso normale, urbano o autostradale, è silenziosa e raffinata come un’elettrica pura.


Consigli pratici da utilizzatore medio-maniacale

  • Tieni la batteria carica. Sempre. Se fai tragitti brevi, vai full elettrico.
  • Se sai che non farai tutto il percorso in EV, lascia in ibrido. Lei saprà quando usare la scossa per farti risparmiare.
  • Usa la modalità Auto con navigatore attivo. L’auto ottimizzerà tutto il percorso, come un maggiordomo giapponese con laurea in logistica.

Il navigatore… ha bisogno d’affetto

Ultimo aneddoto. Ogni tanto, anche se non lo stai usando, il navigatore si sveglia e dice:

“Pericolo generico a 1 km.”

“Veicolo pericoloso più avanti.”

E tu, giustamente, inizi a guardarti attorno come se fossi in una puntata di Black Mirror. Forse parla con altre Toyota, forse è solo un sistema troppo ansioso. Ma ormai ci faccio amicizia.


In sintesi?

La C-HR Plug-In Trend 2024 è una gran macchina. Ma è talmente ben fatta che i pochi difetti ti fanno imbestialire, proprio perché non te li aspetti. È comoda, risparmiosa, scattante, sicura, ben costruita. Ma con qualche tic elettronico da correggere.

Sistemati quei dettagli, sarebbe perfetta. Così, invece, è “solo” una delle migliori scelte per chi vuole fare tanti chilometri con pochi euro… e una cervicale ogni tanto.

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Marcello Rossetti

Appassionato di auto da sempre, amante della guida e del pilotaggio. Fammi fare 70 curve in mezzo al verde e sono felice