Una mattinata a Mantova tra auto magnifiche, equipaggi internazionali e gli amici dei Centri Porsche. Con un ingresso nell’atmosfera della gara ancora prima di arrivare in piazza.
Il mio Gran Premio Nuvolari comincia appena uscito dall’autostrada. Neanche il tempo di entrare ufficialmente nella parte del giornalista accreditato e mi ritrovo già immerso nella manifestazione.
Sono fermo per cedere la precedenza. Davanti a me, un equipaggio tedesco a bordo di una Mercedes-Benz 300 SL “ali di gabbiano”. Loro, con un’eleganza perfettamente intonata alla macchina, mi lasciano passare.
Io ringrazio. E contemporaneamente il mio cervello produce una scena del tutto superflua: la telefonata all’assicurazione.
«Buongiorno, avrei avuto un piccolo incidente.»
«Ci dica, che vettura ha coinvolto?»
«Una Mercedes.»
«Va bene, quale modello?»
«Una 300 SL ali di gabbiano. Immagini un gioiello da un milione di euro, con a bordo un equipaggio di super VIP.»
Ecco. Penso alla faccia della persona dall’altra parte. Al silenzio. Alla musichetta d’attesa che improvvisamente diventa una marcia funebre.
Naturalmente succede tutto soltanto nella mia testa. Nessun incidente, nessuna situazione critica, nessun assicuratore costretto a sdraiarsi. Solo un cortesissimo scambio di precedenze. Ma come benvenuto al Gran Premio Nuvolari direi che funziona benissimo.
Piazza Sordello, questa mattina: per distrarsi basta scegliere da quale parte guardare.
Arrivato in Piazza Sordello, capisco che quello all’uscita dell’autostrada era appena il riscaldamento.
Mantova è piena di macchine meravigliose, persone, colori, numeri di gara. Tra il Palazzo Ducale e il Duomo, le vetture occupano la scena con una naturalezza disarmante. Certe carrozzerie sembrano essere state disegnate apposta per finire qui, sui ciottoli, con secoli di storia alle spalle e parecchi chilometri ancora da affrontare.
Ho l’accredito, quindi provo a mantenere un contegno professionale. Dura poco. Il problema è che mentre guardo un’auto ne vedo un’altra, poi una terza, poi torno indietro perché della prima non avevo osservato bene il cruscotto. Per fare cinquanta metri mi servirebbe una tabella di marcia. Possibilmente senza penalità.
La 36ª edizione del Gran Premio Nuvolari, organizzata da Mantova Corse, è partita questa mattina alle 9.30 da Piazza Sordello: 280 equipaggi provenienti da 20 Paesi, vetture di 35 case automobilistiche e 1.100 chilometri da percorrere fino a domenica 20 settembre. Tra le protagoniste, ben 80 auto anteguerra, costruite tra il 1923 e il 1939. Insomma, qui ci sono signore che si avvicinano al secolo di vita e hanno un programma per il fine settimana decisamente più impegnativo del mio.
Perché mentre noi ci innamoriamo di una linea, di un volante o di una coppia di fari, gli equipaggi hanno anche una gara da affrontare. Nella regolarità, arrivare al momento giusto è una faccenda seria. Io, già abbondantemente in ritardo sulla mia personale scaletta fotografica, preferisco non impartire lezioni.
Abitacoli aperti, numeri di gara e pubblico: la mattinata mantovana si vive a pochi passi dalle vetture.
Il bello è proprio questo fermento. Le auto si possono osservare insieme alle persone che le portano in gara: equipaggi già seduti, altri ancora accanto alle vetture, appassionati che si fermano a guardare. La storia dell’automobile, qui, ha qualcuno al volante.
E poi ci sono gli amici dei Centri Porsche di Modena, Mantova e Bologna, presenti come sponsor. Una presenza che fa piacere ritrovare in mezzo a tanta passione e che offre un’ottima scusa per indugiare dalle parti delle Porsche. Come se mi servisse una giustificazione.
Davanti a una 356 scoperta, con il portapacchi posteriore e quelle forme così riconoscibili, il concetto di “bagaglio indispensabile” diventa molto semplice: due cose, la persona giusta accanto e una strada interessante. Il resto si può probabilmente lasciare a casa. Compresa una discreta quantità di preoccupazioni.
Le Porsche in Piazza Sordello: un ottimo posto in cui perdere la cognizione del tempo.
Di strade interessanti, il programma ne promette parecchie. La prima tappa conduce verso Rimini passando da Carpi, Mugello e Imola. Sabato il viaggio prosegue tra Marche, Umbria e Toscana, con ritorno attraverso San Marino. Domenica si risale verso Mantova, con la Power Stage di Ferrara e l’arrivo nuovamente in Piazza Sordello. Un itinerario che, già a leggerlo, fa venire voglia di preparare una borsa. Il percorso ufficiale.
Io, intanto, mi godo questa mattinata. Le macchine, la piazza, gli amici e quella piacevole incapacità di decidere quale sia l’auto più bella. Ogni volta che penso di averla individuata, ne compare un’altra e si ricomincia.
Alla fine, il mio primo premio della giornata l’ho già assegnato: all’equipaggio tedesco della 300 SL, per la cortesia con cui mi ha lasciato passare.
Loro non lo sanno, ma con un semplice gesto mi hanno regalato l’apertura dell’articolo. E risparmiato, almeno nella mia immaginazione, una telefonata assicurativa memorabile.
Per seguire la manifestazione: l’app è Sportity, la bacheca digitale che raccoglie documenti e aggiornamenti pubblicati dagli organizzatori. Sul foglio fotografato all’accredito è indicato il codice GPN2026. L’app è disponibile per iOS e Android: informazioni e download.





