In Italia siamo riusciti a rendere complicata persino una notizia che comincia con “questa tassa non la paghi”. Ci vuole talento. E, modestamente, ne abbiamo da vendere.

Il Governo ha annunciato l’esenzione dal bollo per il 2027 sulla prima auto fino a 80 kW, circa 109 cavalli, con l’intenzione di rendere la misura strutturale attraverso la prossima legge di bilancio. Per ora il provvedimento riguarda il 2027; per gli anni successivi aspettiamo che agli annunci seguano le coperture. (MIT, ANSA)

Noi di Emiliani Volanti non ci occupiamo di politica e non cominceremo oggi. Ci piacciono i motori; per i comizi abbiamo già abbastanza rumori molesti.

La misura probabilmente ci toccherà solo marginalmente: nei nostri garage, diciamo così, qualche cavallo tende sempre a scappare dal recinto. Ma ben venga. Una tassa in meno può farci piacere anche quando il risparmio finisce nelle tasche degli altri.

Certo, già che c’erano, un pensierino al superbollo ce lo saremmo aspettato. Togliere sulle piccole e cancellare anche una tassa che, a nostro avviso, penalizza il mercato e rischia di fare più danni che favori alle casse pubbliche non ci sarebbe sembrata una cattiva idea.

Ma oggi volevo parlarvi d’altro.

Tra ieri e oggi, ascoltando diverse radio, locali e nazionali, mi sono imbattuto in parecchia ironia. Da parte dei commentatori, da parte dei politici: tutti belli carburati.

Qualcuno insiste sulla durata di un anno. E chiedere cosa succederà dopo è legittimo: le promesse non sono ancora esenzioni.

Poi, però, arriva la battuta sugli 80 kW. Pochi. Pochissimi. Praticamente, a sentire certi interventi, una potenza “da motorino”.

Ora, fermiamoci un momento al box.

Ma non erano troppi, i cavalli?

Non ci siamo sorbiti per anni prediche sulle auto potenti, raccontate come un capriccio ingiustificabile? Sopra i 250 cavalli sembrava quasi che, insieme al libretto, dovessi presentare una lettera di scuse alla collettività.

Adesso, improvvisamente, circa 110 cavalli sono una miseria. Roba da compatire al semaforo.

A sentire certe voci, viene da chiedersi se siano le stesse che ieri gridavano allo scandalo davanti a una sportiva. Perché, nel caso, sarebbe interessante conoscere la potenza esatta ammessa dal loro personalissimo codice morale.

A quanti cavalli si smette di essere poveracci e si comincia a essere delinquenti? C’è una tabella? La troviamo sul sito dell’ACI?

Un’auto da 110 cavalli può accompagnare benissimo la vita quotidiana di tante persone. E un’auto da 300 non trasforma automaticamente chi la guida in un pericolo pubblico. Contano anche la testa, il comportamento e il rispetto degli altri. Tutta roba che, purtroppo, sul banco prova non si misura.

Critichiamo pure la misura, discutiamo i limiti, chiediamo chiarezza sulla durata. Ma deridere le auto poco potenti dopo aver demonizzato quelle potenti fa venire un sospetto: che il problema non siano mai stati i cavalli, ma la voglia di trovare comunque qualcosa da contestare.

Un po’ di sano equilibrio farebbe bene a tutti.

Anche perché, per dare fiato alla bocca, a quanto pare gli 80 kW bastano e avanzano.


Marcello Rossetti

Appassionato di auto da sempre, amante della guida e del pilotaggio. Fammi fare 70 curve in mezzo al verde e sono felice