Riccardo con l’Arrows ex Jos Verstappen, Gianluca in Formula 3 e tanti amici con le loro vetture: domani saremo a Imola per raccontare una festa dei motori che compie dieci edizioni.

Ci sono appuntamenti che sul calendario andrebbero segnati appena escono le date. L’Historic Minardi Day è uno di questi. Questo fine settimana, sabato 19 e domenica 20 settembre, l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola ospita la decima edizione e domani ci saremo anche noi, con l’accredito stampa e soprattutto con una gran voglia di ritrovare i nostri Emiliani Volanti, numerosi in pista con le loro vetture.

Perché i grandi nomi fanno sempre piacere, le Formula 1 fanno girare la testa, ma vedere gli amici infilarsi il casco e portare tra i cordoli un pezzo di storia delle corse aggiunge qualcosa di speciale.

Cominciamo da Riccardo e dalla sua nuova Formula 1, un’Arrows con cui corse Jos Verstappen. Il papà di Max, per intenderci: uno che in fatto di storie da raccontare non deve certo prendere in prestito quelle del figlio.

Concedendoci una battuta da paddock, potremmo definirlo “il pilota meno simpatico al mondo a Briatore: tanto che gli diede fuoco”. Una battuta, naturalmente: Flavio non girava per i box con l’accendino, e quello di Hockenheim fu un incidente durante il rifornimento. Ma quelle immagini del 1994 sono rimaste nella memoria di chiunque seguisse la Formula 1.

Jos era fermo al pit stop quando una fuoriuscita di benzina investì la vettura e chi le stava intorno, trasformandosi in pochi istanti in una spaventosa fiammata. Possiamo permetterci oggi un po’ d’ironia perché non ci furono conseguenze gravi, anche se alcune persone riportarono ustioni lievi: dire che nessuno si fece male non sarebbe esatto. E soprattutto, quella era una Benetton, non un’Arrows. La monoposto di Riccardo non ha niente a che vedere con quel barbecue fuori programma. La ricostruzione con la testimonianza di un meccanico presente.

Nella vicenda finì sotto esame anche la rimozione di un filtro dall’impianto di rifornimento, modifica associata alla possibilità di aumentare il flusso e accorciare la sosta. La ricostruzione FIA collegò il malfunzionamento della valvola alla presenza di un corpo estraneo; il ruolo del filtro nell’incendio fu contestato dalla squadra. Insomma, una storia più complessa della semplice “valvola manomessa”, nata nell’epoca in cui in Formula 1 si cercavano decimi anche facendo entrare più in fretta la benzina nel serbatoio. Ricostruzione della vicenda.

Ma non vivremo di sola Formula 1. Ci sarà Gianluca impegnato con una F3, insieme a tanti altri amici con le loro vetture. È soprattutto per loro che andiamo: per vedere da vicino la passione, il lavoro e la cura necessari a far correre ancora queste macchine. Dietro ogni uscita dai box ci sono preparazione, pazienza e, quasi sempre, un discreto numero di serate passate in officina.

Il contorno, poi, è di quelli importanti. Il comunicato degli organizzatori annuncia oltre trentacinque campioni e protagonisti del motorsport: tra gli attesi figurano Riccardo Patrese, Thierry Boutsen, Pierluigi Martini, Arturo Merzario, Bruno Giacomelli, Gabriele Tarquini, Beppe Gabbiani, Siegfried Stohr e tanti altri. Con loro tecnici e uomini di paddock come Aldo Costa, Gabriele Tredozi, Luca Baldisserri, Giorgio Piola, Mario Isola e Daniele Audetto.

È proprio questa vicinanza tra pubblico, piloti e vetture a rendere speciale il Minardi Day. Nel corso delle edizioni abbiamo visto campioni ritrovare monoposto della propria carriera e altri cimentarsi con macchine mai guidate prima. Il comunicato ricorda, tra gli esempi, Patrese sulla Williams FW14, Boutsen sulla Ferrari 312 T5 e sulla McLaren MP4/03, Aldo Costa sulla Mercedes W04. Storia delle corse che torna a fare rumore.

Per il decennale gli organizzatori hanno annunciato oltre 600 vetture e quasi trenta Formula 1 storiche, affiancate dalle altre monoposto, dai prototipi e dalle Gran Turismo. Anche il Museo Checco Costa sarà protagonista, con una mostra fotografica dedicata ai dieci anni della manifestazione e incontri con autori e personaggi del motorsport. Le anticipazioni ufficiali.

Domani, domenica 20 settembre, gli orari da segnare sono questi:

  • Ore 8.00: apertura paddock, ingresso Rivazza.
  • Ore 11.00–11.25 e 16.30–16.55: turni riservati a Formula 3 e GP3.
  • Ore 11.30–11.55 e 17.00–17.25: Formula 1, Formula 2, Formula 3000 e GP2.
  • Ore 13.15–13.45: pit walk, che potrà essere cancellata in caso di ritardi nell’attività in pista.
  • Ore 18.00–18.25: parata delle auto.
  • Ore 18.30: cerimonia sul podio; chiusura della manifestazione alle 19.00.

Tra un turno e l’altro spazio anche a GT storiche, prototipi, formule minori e vetture stradali. Gli orari sono soggetti a variazioni: il riferimento è il programma ufficiale della pista.

Per chi vuole alternare motori e racconti, al Museo Checco Costa la domenica si apre alle 9.00 con Sergio Remondino e Riccardo Errani per Una Lancia nel cuore. Alle 10.00 è previsto il documentario Il nostro amico Ayrton, alle 11.00l’incontro con Riccardo Patrese per Da Niki a Kimi, alle 12.00–12.45 Gian Carlo Minardi incontrerà stampa e appassionati. Alle 15.30–16.30, spazio ad Andrea Moda Formula: la seconda vita, con Andrea Sassetti e Valerio Zafferani. Programma degli incontri.

I biglietti sono acquistabili su TicketOne, nei punti vendita autorizzati e presso le biglietterie dell’autodromo, come indicato dagli organizzatori.

Noi domani saremo lì, a seguire soprattutto gli emiliani volanti e a raccogliere storie tra box e paddock. Perché il Minardi Day è sempre una gran festa dei motori. E a certe feste bisogna partecipare.


Marcello Rossetti

Appassionato di auto da sempre, amante della guida e del pilotaggio. Fammi fare 70 curve in mezzo al verde e sono felice