Ci sono vacanze che inizi a raccontarle dalla spiaggia.
E poi ci sono quelle che, se sei ancora vivo dopo il viaggio di andata, hai già materiale per un libro.
La nostra trasferta all’Isola d’Elba 2026 rientra senza dubbio nella seconda categoria.
Il preludio: quando il meteo ti manda un messaggio chiaro
Si parte già male.
Mercoledì sera: temporale epico.
Non “piove forte”, no.
Parliamo di quella pioggia che ti fa dubitare della tenuta strutturale della casa.
Gli scuri delle finestre vibrano come se stessero per chiedere asilo politico.
L’allarme di casa parte da solo, probabilmente convinto di essere stato immerso in un acquario.
Un chiaro segnale.
Uno di quelli che, se fossi una persona saggia, interpreteresti così:
“Marcello, resta a casa.”
Ovviamente, ignorato.
La partenza: ottimismo e Michelin Pilot Sport
Giovedì mattina si parte.
Piove ancora, ma noi siamo gente di fede.
Arrivati all’altezza di Sasso Marconi, compaiono i cartelli:
“Disagi per neve.”
Neve.
Ad aprile.
Perfetto.
Nel tratto appenninico vedo un carro attrezzi con il pianale coperto di neve.
A quel punto realizzo un piccolo dettaglio tecnico:
le Michelin Pilot Sport della mia 911 sono tutto… tranne che gomme da slitta.
Mi faccio una promessa:
“Se i fiocchi iniziano ad attaccare, mi fermo.”
Spoiler: non si attaccano.
Ma la tensione sì.
Il bonus imprevisto: terremoto incluso nel prezzo
Il viaggio prosegue in modalità “stringi i denti e vai”.
Poi scopro che alle 9:40, proprio mentre stiamo passando in provincia di Pistoia…
c’è stato un terremoto.
Perfetto bis.
Pioggia, neve e sisma.
Mancavano solo le cavallette e avevamo fatto bingo.
Piombino: colazione, multa e rassegnazione
Arriviamo a Piombino.
Seconda colazione leggera al McDonald, perché ormai il corpo è in modalità sopravvivenza.
Ripartiamo.
Tutto bene.
O almeno così sembra.
Scoprirò al ritorno che proprio lì, a Piombino, transitavo a una velocità folle di…
51 km/h.
Multa presa.
Perché nella vita, quando gira male, gira con metodo.
Il traghetto: quando il mare presenta il conto
Ci imbarchiamo.
Mare mosso, vento forte.
Io, ovviamente, decido di stare sul ponte esterno.
Perché dentro sarebbe stato troppo semplice.
“Ho voglia di mare”, mi dico.
Il mare, più tardi, avrà voglia di me.
E me lo farà capire durante la notte.
L’incontro che ti salva la vacanza
Sulla nave conosciamo Giovanni.
Camionista.
Uno di quelli veri.
Ci dà dritte su dove mangiare.
E da quel momento diventa il nostro punto di riferimento gastronomico ufficiale.
Spoiler: non sbaglia un colpo.
L’Elba: tra meteo ostile e strade perfette
Arriviamo all’Hotel Plaza:
accoglienza top, cena memorabile.
Almeno una certezza nella tempesta.
Venerdì: freddo e brutto.
Ma qui arriva il colpo di scena.
Le strade sono vuote.
Ed è lì che la 911 si prende la sua rivincita:
curve, silenzio, asfalto tutto per noi.
A volte il meteo ti toglie il sole…
ma ti regala la strada.
Sabato: finalmente Porsche-approved
Sabato arriva la giornata perfetta.
Sole, aria pulita, capote giù.
E lì capisci perché hai insistito.
Perché hai ignorato i segnali apocalittici.
Perché ti sei fatto venire i dubbi sulle gomme, sul meteo e pure sulla sismologia.
Per quei momenti lì.
Domenica: ritorno alla realtà (e alle partite IVA)
Domenica si torna.
Tutto fila liscio.
Ma resta una sensazione.
Che forse, lassù, qualcuno stia cercando di dirmi qualcosa:
“Marcello, tu sei a partita IVA. Devi lavorare. Sempre.”
Ogni volta che provo a staccare:
temporali, neve, terremoti, multe.
Coincidenze?
Io non credo.
Conclusione
È stata un’esperienza.
Di quelle che non sono perfette… ma sono vere.
E alla fine, tra una raffica di vento, una curva a capote abbassata e una cena vista mare,
capisci una cosa semplice:
ne è valsa la pena.
Anche con il meteo contro.
Anche con l’universo che ti rema contro.
Perché certe strade, certe auto e certe fughe…
non si spiegano.
Si fanno.

Il mare ci da il benvenuto

Spiragli di sole

Sole e strade vuote

Sosta tattica

Meritava una sosta

Il mare fa sempre capire chi comanda