Nonostante la mia richiesta di accredito come media per le Finali Mondiali del Lamborghini Super Trofeo appena conclusesi al Misano World Circuit “Marco Simoncelli” non sia andata a buon fine (evidentemente avrò sbagliato qualcosa – nessuno mi ha considerato…), ho comunque potuto seguire le gesta del nostro giovane astro Cesenate, Giacomo Pedrini, in diretta YouTube.
La gara si è da poco conclusa e devo dire che mi sono esaltato.
Ancora una volta, la foga di diversi piloti ha causato incidenti che – per fortuna – non hanno provocato danni fisici, ma che hanno preceduto la fine anticipata della gara per molti. I nostri ragazzi, Patrick e Giacomo, hanno ripetuto l’impresa: lucidità e prudenza. Tanto che, in alcuni frangenti – lo confesso – pensavo che non avessero più ritmo, ma poi ho capito che era una scelta ben precisa e mirata: stare fuori dai guai e portare a casa punti.
Il palcoscenico: Lamborghini Super Trofeo – Finali Mondiali
Questo evento non è un semplice “giro di pista”. Le Finali Mondiali della Lamborghini Super Trofeo sono il gran galà che chiude la stagione degli “huracanisti” monomarca: le serie continentali Europa, Asia e Nord America si incontrano tutte insieme, in un unico weekend di grande spettacolo.
In pista: le vetture Lamborghini Huracán Super Trofeo EVO2 da circa 620 cv, e decine di piloti affamati. A Misano, l’evento ha visto oltre 79 macchine e 129 piloti tra le varie categorie.
È una vetrina internazionale: tracciati iconici, team che arrivano da lontano, un mix di gentleman driver e piloti top-level.
Ecco perché per Giacomo essere lì (o anche solo “seguire da remoto”) è già un risultato, ma – come dicevo – avrebbe potuto essere molto di più.
Il circuito: Misano World Circuit
Al volante, occhi puntati anche sull’asfalto. Il Misano non è un circuito qualunque: il Misano World Circuit “Marco Simoncelli” è affascinante, ma delicato. I punti di sorpasso ci sono, ma le frenate vanno “prese” già in inserimento. In parole povere: se non hai un vantaggio netto, la bega è dietro l’angolo.
Con dei mezzi così livellati (monomarca), infilarsi e venire chiuso è un attimo. Le macchine in appoggio con ruote girate… basta un niente e tutto finisce male. E infatti: numerosi contatti, safety-car, ritiri.
Giacomo & Patrick: la scelta intelligente
I nostri ragazzi ce l’hanno fatta. Non hanno strafatto, non hanno cercato il sorpasso “alla disperata” che poteva costare caro.
Ho quell’attimo in cui pensavo: “Beh, sono un po’ lenti…” – ma poi ho capito: era voluto. Meglio finire e raccogliere punti che uscire a testa alta ma a zero.
Questo è il segnale di un pilota che pensa – e non solo che spinge. E Giacomo lo dimostra: talento puro, educazione, passione.
Piccolo consiglio non richiesto (ma amichevole): Giacomo, preparati le interviste, che tu hai tanto da dire. Quando ti danno il microfono, prendi il controllo. Non aver paura di sbagliare: le domande sono quasi sempre le stesse che ti fanno. Preparale come prepari ogni singola curva. E parla. Fatti conoscere.
Qualche riflessione finale
Potevano fare di più questi due ragazzi? Probabilmente sì – le doti ci sono tutte. Ma se avessero buttato via tutto per un sorpasso azzardato, cosa avremmo detto noi qui su Emiliani Volanti?
Quindi: bravi ancora a Patrick e Giacomo. Da tenere d’occhio. Io lo dico oggi, perché tra qualche anno potrete dire come me che “avevate l’occhio lungo nel riconoscere il talento”.
E se questo è solo l’esordio… beh, sappiate che le aspettative per il prossimo anno sono altissime.