Miei cari amici di Emiliani Volanti, questa volta ho pestato una… bella grossa.

Qualche giorno fa ho scritto un articolo prendendo spunto da una notizia letta su una testata importante. Una di quelle che, istintivamente, tendi a considerare affidabili senza andare troppo a fondo. E invece no: ci sono cascato anch’io.

Andando a rileggere meglio i dati, incrociando le fonti e soprattutto ragionandoci con un minimo di lucidità, mi sono reso conto di aver preso una cantonata notevole. Ed è giusto dirlo apertamente, perché qui non vendiamo certezze prefabbricate ma ragionamenti, dubbi e – quando serve – anche ammissioni di colpa.

Primo errore: non era Europa, ma mondo

La prima svista è tutta mia: non si parlava di Europa, ma di dati a livello mondiale. Dettaglio? No, affatto. Perché cambia completamente lo scenario, le proporzioni e soprattutto il peso specifico dei vari mercati.

Ma il vero problema arriva subito dopo.

Secondo errore (più grave): il confronto sbagliato

L’articolo metteva a confronto auto elettriche contro auto termiche pure. Ed è qui che casca l’asino. Anzi, che sono cascato io.

Per come la vedo – e credo di non essere il solo – oggi esistono due grandi famiglie:

  • da una parte l’elettrico
  • dall’altra il termico, che comprende anche tutte le sue declinazioni ibride

Mild hybrid, full hybrid, plug-in hybrid, range extender: possiamo discutere ore su quanto siano “più o meno elettriche”, ma restano motori termici assistiti, non BEV.

E allora confrontare una motorizzazione destinata a sparire (il termico puro) con le sole elettriche e gridare al sorpasso storico… mi sembra quanto meno forzato.

Cantare vittoria troppo presto

Sia chiaro: non voglio dire che ci fosse mala fede. Però ragazzi, chiamiamo le cose col loro nome.

È ormai evidente che il mercato globale sta andando verso l’ibrido a vari livelli, non verso l’elettrico puro e basta. E i numeri, quelli veri, lo confermano.

Anche in Cina, spesso citata come l’Eldorado dell’elettrico, termiche e ibride rappresentano ancora circa il 70% delle vendite, contro il 30% circa delle elettriche pure. Dati che parlano chiaro e che raccontano una transizione molto più graduale e complessa di come spesso viene dipinta.

Per questo cantare vittoria sul “sorpasso” dell’elettrico mi sembra, oggi, quantomeno esagerato.

I numeri non mentono. A volte vengono piegati.

Mi scuso quindi con voi: sono stato indotto in errore, ma avrei potuto (e dovuto) arrivarci prima. Detto questo, permettetemi anche una punta di polemica.

I numeri non mentono. Mai.

Ma se c’è bisogno di girarli, selezionarli o metterli in controluce per perorare una causa – qualunque essa sia – allora mi viene da dire che qualcosa non va.

L’elettrico non ha bisogno di forzature per affermarsi. Se sarà davvero la soluzione definitiva, lo dimostrerà il mercato, non i titoli ad effetto.

Nel frattempo, qui su Emiliani Volanti, continueremo a fare quello che sappiamo fare meglio: guardare i dati, usare la testa e – quando serve – ammettere di aver sbagliato.

Perché anche questo, alla fine, fa parte del gioco.


Marcello Rossetti

Appassionato di auto da sempre, amante della guida e del pilotaggio. Fammi fare 70 curve in mezzo al verde e sono felice