Motor Valley Fest 2025, Modena – Città dei motori, della mortadella e, per qualche giorno, anche della mia felicità. E non solo perché c’era il solito pieno di supercar, eventi e motori rombanti, ma perché – udite udite – ho avuto in uso esclusivo la nuova Porsche Panamera E-Hybrid, gentilmente concessa dal Centro Porsche Modena. Gente generosa. Gente da abbracciare.

Ed è successo. Me ne sono innamorato. Ma non di quelle cotte superficiali da spider cabrio con lo scarico urlante: questa è roba seria, roba da sposarci, farci due figli e firmare il mutuo. La Panamera è un’astronave travestita da berlina, che non vola ma ci va vicino. E ora vi spiego perché.


Qualità percepita? No: qualità vissuta

In Porsche non progettano interni: progettano esperienze sensoriali. Tocchi un bottone e sembra accarezzare un gioiello svizzero. Guardi il cruscotto e potresti perderti nei pixel del display come in un’opera d’arte digitale. Annusi l’abitacolo e ti aspetti di trovare dentro un sommelier pronto a descriverti le note di pelle pregiata e silicio tedesco. È tutto qualità. Non ce n’è una cosa, dico una, che dia l’idea del risparmio. Nemmeno lo zigrinato della plastica più nascosta.


Le sospensioni Porsche Active Ride: magia nera? No, ingegneria tedesca

La Panamera E-Hybrid 2024 che ho guidato era equipaggiata con le nuovissime sospensioni Porsche Active Ride, disponibili come optional (e fidatevi, li vale tutti). Si tratta di un sistema rivoluzionario basato su attuatori elettroidraulici collegati a ogni ruota, alimentati da un sistema a 48V.

Che fanno? Regolano in tempo reale il carico su ogni singola ruota. Tradotto in emilianese: la macchina non beccheggia, non rolla, non sobbalza, ma si adatta attivamente a ogni minima imperfezione dell’asfalto. In curva il telaio si inclina verso l’interno come una moto. Un cuscino d’aria con il temperamento da giostra delle Tagada.

Vi sembrerà di volare su una nube tedesca, ma se poi volete prendere una curva come se foste in una Cayman, lei ci sta, senza un lamento. E nonostante i suoi oltre 2.3 tonnellate di pesola Panamera si guida come un’auto da 1500 kg, anzi meglio.


Dimensioni? Non pervenute (a meno che non sbagli strada)

Sì, è lunga quasi 5,05 metri. Ma non li senti. A parte quando ti infili per sbaglio in un vicolo medievale largo quanto una corsia del supermercato. Lì ti ricordi che stai guidando una specie di yacht stradale. Però appena torni su una strada degna di questo nome, tutto sparisce. Il merito? Anche della posizione di guida perfetta: seduta bassa, volante verticale, pedaliera precisa, comandi intuitivi. Tutto dove deve essere.


Esperienza premium per tutti a bordo

Chi siede davanti gode di un display passeggero con funzioni indipendenti. Sì, può cambiare musica, navigare, alzare la temperatura solo per sé. E chi sta dietro non piange: spazio da business classclima quadrizona, e tetto panoramicogrande quanto un campo da paddle. E non dimentichiamoci il baule: grazie al portellone in stile shooting brake anni ’90, caricare le valigie non è mai stato così comodo.


Fari Matrix: abbaglianti legali (ma da occhiali da sole)

La sera accendi i fari Matrix e ti sembra di illuminare il set di una serie Netflix. Talmente tanta luce che i cervi in autostrada si mettono gli occhiali da sole e ti fanno l’inchino. Non solo abbaglianti automatici intelligenti: fanno luce dove serve, tagliando tutto il resto con chirurgica precisione.


Ibrido plug-in: chi l’ha detto che è solo green?

La Panamera che ho avuto era una Plug-In Hybrid, con un bel pacco batterie da 25,9 kWh che ti garantisce circa 60 km reali in elettrico. Sì, puoi andarci a fare la spesa a Modena o portare i figli a scuola senza bruciare una goccia. Ma il bello arriva quando il V6 turbo 3.0 si sveglia e si combina con l’elettrico: ragazzi, sembra di avere un V8 sotto il piede.

La spinta è abbondantecostantetravolgente. Non sono un fan sfegatato delle Plug-In, soprattutto quando si sfora il prezzo di un rene sano, ma qui ammetto: è il matrimonio perfetto tra prestazioni e intelligenza.


Conclusione: non volevo restituirla, ok?

L’ho detto. Non volevo più scendere. Se con la nuova 911 ero teso per non graffiarla, qui ero sereno come un monaco tibetano: la Panamera ti coccola, ti fa godere, e se vuoi ti fa anche correre. In un mondo pieno di SUV urlanti e crossover di plastica dura, lei passa quasi inosservata, ma chi sa, sa.

E se qualcuno di voi mi dirà “ma con 160k mi prendo una 911 tutta la vita”, io oggi vi rispondo: provate la Panamera. Poi ne riparliamo.

Io che l’ho fatto, vi dico che forse – e dico forse – questa Panamera è qualcosa in più di una 911. Uccidetemi pure, ma vi aspetto al varco. Magari con un cuscino d’aria sotto il sedere.


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Marcello Rossetti

Appassionato di auto da sempre, amante della guida e del pilotaggio. Fammi fare 70 curve in mezzo al verde e sono felice