Quando oggi parliamo di Sim Racing sembra tutto molto “cool”: postazioni professionali, volanti che costano come un’utilitaria, grafica fotorealistica, community online globali. Ma se torno indietro di qualche decennio, la mia storia personale con le simulazioni di guida era tutt’altro che glamour.

Il mio primo “simulatore” era su un Sinclair Spectrum+ (se la memoria non mi tradisce). Una tastiera, un mangiacassette e tanta pazienza: mettevi la cassetta, premevi play e intanto potevi fare merenda, perché ci volevano minuti buoni prima che il gioco decidesse di partire. Sullo schermo della TV comparivano dei pixel grossi come medaglie (cit. Moser) e io guidavo… pigiando i tasti. Altro che force feedback!

Ancora prima avevo un giochino portatile: volante, levetta del cambio e due nastri che scorrevano a simulare le corsie. Il massimo della tecnologia. Dovevi solo schivare le macchinine. Il nome l’ho dimenticato, ma il divertimento no.

Poi arrivò il vero salto di qualità: Grand Prix 2 su PC. Prima con la tastiera (ero giovane e incosciente), poi finalmente con volante e pedaliera. Telemetria, assetti regolabili… un sogno. Per anni ci ho corso e riso come un bambino.

Tutto sembrava finito, fino a quando, a fine 2020, ho deciso di vendere entrambe le Porsche e buttarmi sul virtuale: PS4 + Logitech G29 + Assetto Corsa. Solo quello, niente altro. Poi la spirale: PS5, Assetto Corsa Competizione e… Fanatec. A quel punto ero fregato.

Non sono un esperto, anzi direi un principiante con licenza poetica, ma ho avuto la fortuna di trovare online amici che hanno reso questa esperienza speciale. Uno in particolare: Andrea. Con lui è appuntamento fisso. È un signore vero, appassionato di auto, con un giocattolo serio in garage e un passato in pista con le Formule. Non solo: va maledettamente forte. Senza i suoi consigli, dritte e compagnia la mia esperienza sarebbe stata decisamente più povera.

Sim Racing e guida reale: parliamoci chiaro

Lo so, qualcuno starà pensando: “Ma dai, guidare per davvero è un’altra cosa”. Vero. Ovviamente è un’altra cosa. Però le dinamiche sono simili: capire dove e come frenareimpostare una curvadosare gas e freno. E infatti anche i piloti veri usano i simulatori per allenarsi: tracciati, assetti, tempi di reazione. Certo, loro non hanno la PS5 ma simulatori da migliaia (se non milioni) di euro. Però neanche noi siamo Verstappen, quindi direi che va bene così.

La verità è che il Sim Racing aiuta a guidare meglio. Non perché se vai forte online poi vinci automaticamente al Mugello, ma perché alleni la testa e i riflessi. E questo, se ami guidare, vale oro.

Consiglio non richiesto per chi inizia

Lo vedo sempre: l’80% dei neofiti su Assetto Corsa Competizione chiede subito “mi passi un assetto buono?”. Ecco, calma. Prima imparate a stare in pista. Guardate i replay dei più bravi, copiate le traiettorie, frenate presto, uscite veloci. Non andate in overdriving. Imparate a dosare il gas e a modulare il freno. L’assetto viene dopo.

Io stesso tocco giusto le pressioni gomme e mi basta. Andrea quando l’ho conosciuto non sapeva nemmeno fare quello, eppure mi rifila un secondo fisso (quando va bene). Potete pensare che lui sia veloce perché io sono scarso, e non avete del tutto torto. Ma vi assicuro che lui dà paga a chiunque.

E voi?

Avete mai provato il Sim Racing? Vi allenate, lo usate, lo odiate? Io posso solo dirvi che per chi ama guidare è un mondo affascinante, accessibile e soprattutto condivisibile. Perché alla fine, come sempre, la differenza la fanno le persone.



Marcello Rossetti

Appassionato di auto da sempre, amante della guida e del pilotaggio. Fammi fare 70 curve in mezzo al verde e sono felice